Benvenuto sui VagaBlog, i blog dei viaggiatori ospitati su Vagabondo. Qui sotto trovi la lista dei blog presenti ed una breve intro di ciascuno, puoi intervenire con commenti e suggerimenti su ogni blog. Se anche tu vuoi un blog su cui raccontare i tuoi viaggi, contattaci. Maggiori informazioni sui VagaBlog le trovi qui.

http://www.wilburhotsprings.com/
Non é un posto turistico, ma vale la pena trascorrere due o tre giorni a stretto contatto con la natura per recuperare le forze e ritemprare lo spirito. Si trova a un'ora e mezza da San Francisco, ci si arriva solo in auto (non ci sono trasporti pubblici che arrivino fin li). Era un'antica riserva dei nativi americani, dove nell'Ottocento é stata costruita una casa coloniale, adibita oggi ad hotel-centro termale. Ci sono tre vasche in mezzo al bosco, a temperatura variabile (40º/42º/45º), le cui acque sono ricche di minerali, soprattutto zolfo (di fatto, il "profumo" non é precisamente gradevole, ma la pelle diventa morbidissima e luminosa). Nel complesso c'é pure una sauna, un centro di YOGA ed una sala per i massaggi (che si pagano a parte).
Si puó praticare trekking e scalata, e lungo i sentieri é facile trovare altari WICCA con offerte alla Dea (religione pagana molto praticata in California). L'hotel (che in realtá funziona piú come un rifugio o una comune) é dotato di stanze con enormi letti vittoriani ed una cucina comune, dove le persone preparano i propri pasti con i prodotto che ognuno si porta appresso. Spesso qualcuno lascia ció che gli avanza in buono stato. La maggior parte delle persone che ho conosciuto li, erano vegetariane e cucinavano cibo "organic".
MARIBOR, SLOVENIA
Ricorderò Lunedì 20 Settembre come il peggior giorno di questo tour 2008. Ho pedalato per oltre un’ora sulla statale numero 3 con camion (pricncipalmente ungheresi) che mi sfilavano accanto attentando costantemente alla mia incolumità. Dopo una ventina di Km la strada si è trasformata in autostrada, un rilievo per me, così almeno avevo un metro di corsia d’emergenza tutta per me. Ma la gioia è stata di breve durata: una pattuglia di polizia mi ha fermato dopo pochi Km, un po’ come era successo nella Repubblica Ceca, solo che mentre quello è un Paese democratico dove i problemi si discutono civilmente, questo è uno stato poliziesco dove la multa rappresenta il fine unico dell’esistenza delle forze dell’ordine. Mi sono rifiutato di pagare i 75€ di multa e i bastardi mi hanno allora confiscato il passaporto. Ho pedalato masticando insulti contro tali servi del potere e sono infine arrivato alla centrale di polizia di Maribor. Qui sono stato accolto con fare nazista da un paio di agenti (uno dei quali era lo stesso che m'aveva multato mezz'ora prima) che in pratica mi hanno detto di tornarmene al mio Paese (ma senza passaporto). Messo alle strette, mi sono autoarrestato chiudendomi nella cella di detenzione. A questo punto ho visto attraverso il vetro antiproiettile l’agente grassone che pochi attimi prima mi aveva gridato in faccia andare nel panico, e col cervello monocellulare prossimo al punto di fusione, agitatissimo, telefonare a qualcuno. Finalmente, un ufficiale è venuto a cercar di mettere ordine nel caos creatosi. Era costui più anziano e direi anche in possesso di un quoziente intelletivo superiore a quello dei primi due (cosa peraltro non difficile) e mi ha spiegato che se decidevo di non pagare, l’unica altra opzione era quella di presentare una denuncia (in sloveno) e attendere quindi l’udienza davanti al giudice (in un’altra città, nonostante Maribor sia il capoluogo della provincia).
AUSCHWITZ, POLONIA
La mia prima impressione sulla Polonia non era stata delle migliori. Cito testualmente la pagina di diario scritta il giorno in cui traversai il confine polacco. Mi scuso a priori nel caso qualcuno dovesse trovare il testo poco corretto politicamente.
BERLINO, GERMANIA
Oslo di domenica è uno spettacolo davvero curioso: si vedono in giro solo immigrati Medio-Orientali e un significativo numero di alcolizzati. Derelitti umani, questi ultimi, risultato di anni di politica proto-proibizionista. E più vivo, più me ne convinco: proibire qualcosa è il miglior sistema per spingere il popolo in massa verso tale vizio.
FAGERNES, NORVEGIA
Venerdì 5 Settembre
Ho ripreso la mia strada verso la Norvegia. A causa della pioggia incessante, ci sto impiegando un secolo a fare una traversata di poche centinaia di chilometri. Ci avrei messo meno a valicare dal Nepal al Tibet!
La temperatura resta bassa, intorno ai 12°C, e oggi sono stato costretto per la prima volta ad indossare la tenuta invernale, con tuta termica fino al piede e giubbotto imbottito.
Giornata di salite, non durissime ma numerose. Ronzinante si lamenta e cigola come un vecchio letto di bordello di porto. Io lo lubrifico, ne controllo viti, ingranaggi e raggi, ma più in la le mie conoscenze meccaniche non vanno. Temo questa sarà la sua ultima avventura.
Superato il confine norvegese ho visto il cartello
rom (affittacamere), e dopo parecchi giorni di campeggio libero ho pensato che potevo ben permettermi il lusso di un letto morbido e una doccia. Poi mi sono ricordato di non avere contante con me, e il locandiere non accettava carte di credito. Stavo per riprendere il cammino, disilluso, ma l`uomo, Ole Martin, mi ha proposto una specie di baratto: alloggio e cena gratuti a cambio di una lezione di cultura italiana, visto che il fine settimana seguente era invitato a un matrimonio in Toscana. Lassù qualcuno mi ama.

Oggi Dermond, il General Manager del Clarion Hotel IFSC mi ha chiamato nel suo ufficio perchè ha ricevuto una lettera (in realtà un fax) da una cliente dagli States. Riporto testualmente la lettera:

Mi hanno scritto questa mela proprio ieri, io ho risposto, la risposta mi è piaciuta e la pubblico qui!
Con l'occasione saluto l'autore!
Grandi ragazzi...ma io ho una domanda...ma in Abruzzo sulle montagne..ma non avete paura degli orsi? avete mai avuto esperienze di terzo tipo diciamo.
Fatemi sapere che voglio cominciare anche io con il trekking abruzzese.
Foresta di Sequoie Giganti:
Maurilio resta indietro e incontra l'orso!
Ciao,
No, non abbiamo paura degli orsi: con gli animali basta sapersi comportare ed i pericoli sono veramente ridotti.
Nella fattispecie, con orsi ed altri predatori, basta non mettersi a scappare, ma restare calmi, godersi il bellissimo incontro e ognuno se ne andrà per la sua strada.
Questi animali, infatti, riconoscono l'uomo come
"altro predatore" ed evitano qualsiasi ostilità se non sono veramente costretti o non si sentono gravemente minacciati (ma se scappi passi da
predatore a
preda e ti corrono dietro).
In Abruzzo abbiamo incontrato l'orso solo una volta, ma da vicinissimo: ci siamo trovati di fronte a meno di 10 metri girando l'angolo di un sentiero dietro delle rocce senza che nessuno avesse avuto sentore dell'arrivo dell'altro. L'orso era bellissimo, con dei ciuffi di pelo biondo sulle orecchie, ed è scappato via.
In California, nella
foresta delle sequoie giganti, Maurilio ha incontrato gli orsi due volte (una era anche una mamma con i cuccioli, ma si è limitata a richiamare i pargoli vicino a sé e si è allontanata con calma).
Quindi vai tranquillo, il segreto è non andare a sfidare la natura, ma muoversi in armonia e cercare di esserne parte, e non c'è nessun pericolo: io se non piove non uso nemmeno la tenda per dormire! (ne qui ne in California, dove gli orsi erano tanti di più...).
E se incontri un animale guardalo negli occhi e scoprirai quanto è facile capirsi :-) (dico davvero!)
In un'intervista Valter Bonatti dice (il concetto, le parole non le ricordo):
"No, i Masai dell'Africa non si difendono dai leoni, semplicemente uomini e leoni si ignorano rispettosamente..."
Buoni trekking
Ciao
Matteo